Rumino Ergo Sum – Rodersi il Fegato ed altre Paturnie

La frase di Cartesio, “Cogito Ergo Sum”, la conosciamo tutti. 
“Penso dunque sono”.
Cartesio la sapeva lunga, lo aveva capito bene lui che nel pensare e pensare e pensare ancora si trovava l’essenza stessa dell’essere. 
Chi sono? Da dove vengo? Dove vado? E perché?
Però l’evoluzione ha fatto il suo corso e dal pensiero, ahimè, si è passati alla fase 2.0, quella del RUMINARE.

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Delusioni Infantili da Cui Non Mi Sono Mai Ripresa del Tutto

Esistono delusioni infantili da cui non ti sei mai ripreso del tutto, ammettilo. Inizio io.

  1. La statuina segnatempo che non funziona. Non prevede assolutamente nulla, non basta controllare il colore per sapere se pioverà. Io ne portavo a casa una stoicamente da ogni gita, perchè quando ero piccola io, quello era il souvenir per eccellenza. Blu o rosa, cambiava in modo impercettibile, all’inizio, per poi fossilizzarsi su un rosina pallido misto grigio. Forse avevamo la casa troppo umida? Mia mamma, con sapienza, le ha fatte sparire tutte, una dopo l’altra. 
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LIGABUE E CAMPOVOLO: LA NOTTE DI CERTE NOTTI, LA NOTTE DI TUTTE LE NOTTI

In ordine sparso cerco di pescare emozioni nel groviglio di esaltazione e pensieri confusi, prima che evaporino. Pesco come le ochette, alla fiera, un po’ a casaccio, con la mia canna, tanto si vince sempre. Giro la prima, è lei, “VIVA”, la mia canzone preferita, quella che vorrei suonassero al mio funerale, quanti concerti in cui non l’hai cantata, mannaggia, forse perchè dedicata alla prima moglie, e magari alla seconda non va giù? Non so, io farei fatica a digerire che il mio uomo abbia potuto scrivere parole d’amore del genere per una che non sono io. O forse, se il mio uomo fosse Ligabue, in fin dei conti, andrebbe bene tutto. Visto che avrei accanto un semidio, come Maui, quello di Oceania. 

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Pubblichi un Libro, Realizzi un Sogno… ma Dopo? Che Succede?

Sei una scrittrice, adesso? E in ufficio? Basta? Ti licenzi? Quindi sei famosa? Come ci si sente? Eh… come ci si sente. Uno straccio, ma di quelli rimasti bagnati e stropicciati in fondo al secchio, che poi puzzano di cane bagnato. Non sempre, a volte va alla grande, ma certi giorni… va così. Sogni di pubblicare un romanzo, un libro vero, con una casa editrice, vera, pensando che quello sia il punto di arrivo, il culmine. Non lo sai, che invece è solo l’inizio. Di una vita di fatica, autopromozione, porte in faccia, delusioni. 

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Le Cose NON Sono le Cose

Sono molto di più. Sono quello che siamo, quello che non vogliamo lasciare andare.

Un titolo di un romanzo del celebre Paolo Nori, una verità difficile da buttare giù, densa e vischiosa come lo sciroppo per la tosse. Siamo circondati, sommersi da oggetti. Compriamo più del necessario, le nostre case sono sempre più piccole, lo spazio vitale risicato. Dovresti fare il famoso decluttering, te lo dici sempre, buttare tutto e tenere solo l’essenziale, spazi vuoti, sgombri, lindi. 

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Se Hai Un Buco Dentro, Ha Sempre Fame

Hai un buco dentro, una voragine, un pozzo di cui non si vede il fondo. E ha sempre fame. Lo tappi, lo ingozzi, lo riempi di schifezze, ma è solo questione di tempo, e tornerà a gorgogliare. Lo copri di sorrisi e buone intenzioni. Lo adorni, lo dissimuli, fingi che non esista. Se non esiste, non può farti del male. Ma sai che per quanto tu possa sforzarti, lui è lì. Impari presto che nessuno vuole sentire parlare del buco. La gente cerca leggerezza e ilarità, il buco è melmoso e cupo, ed è roba tua. Non interessa a nessuno. O forse, sei tu che ne hai troppa paura per mostrarlo in giro. Gli altri non hanno buchi, o almeno così pare a te. 

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Ecco perché Siamo Schiavi dei Call Center

Io mi sento in balia dei call center. Ricevo chiamate quasi ogni giorno, è una nuova forma di schiavitù. A nulla serve il registro delle opposizioni, e nemmeno bloccare il numero subito. Basterebbe non rispondere, uno dice. Magari potessi permettermelo! E se è una maestra, che chiama con il suo cellulare? E se è un’emergenza di qualsiasi tipo? Non ho un telefono fisso e sul mio cellulare non è possibile distinguere una chiamata “normale” da un call center. Bei tempi quando chiamavano solo da numeri fissi o in anonimo, almeno avevi un indizio. Ora chiamano da numeri normalissimi, e se fosse Fabio de Luigi, che faccio, non rispondo? 

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Il Gusto di Gelato più Buono del Mondo è Reggiano e si Chiama Giovanna

Non è campanilismo, giuro. Ma se fermate un passante, a Reggio Emilia, per chiedergli quale sia il suo gusto di gelato preferito, la maggior parte vi risponderà la Giovanna. E i gelatai ve lo confermeranno. Un gusto tanto buono quanto semplice, dalla storia affascinante. Che fino a qualche anno fa, si trovava solo nella nostra città, ora, pian piano, sta comparendo anche altrove. 

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Cibi e Nostalgia: Se eri un Bambino negli Anni Ottanta, li hai Mangiati e ne Ricordi Ancora il Sapore

Nei miei ricordi d’infanzia ci sono sapori sublimi, dolci all’inverosimile, adulterati con chissà quali composti chimici (ora sicuramente illegali), ma che negli anni Ottanta spopolavano. Io, classe 1978, ancora ignara dell’esistenza dell’olio di palma, in un’epoca in cui i leggins si chiamavano fuseaux e per sentirti gnocca ti bastava imbottirti le spalle, entravo nel bar del mio piccolo borgo, il sabato pomeriggio, dopo catechismo, riversavo sul bancone la mia paghetta, e me ne uscivo con la bocca scoppiettante di Frizzy Pazzy. 
O con un pacchetto nuovo di Big Babol nuovo doppio gusto panna e fragola. 
E nella mia ingenua e spensierata inconsapevolezza, ero felice.

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Aiuto Mamma ho i Capelli Gonfi! Le Acconciature Bizzarre del Passato

“MAMMAAAA MI AIUTI GUARDA CHE CAPELLI GONFI!”
E certo, tra l’umidità della palude padana e la cofana che si ritrova, certe mattine mia figlia si sveglia che pare Kaia Gerber in passerella per Valentino. E se non sapete chi è, vi ho messo la foto. Giuro, stesso volume. Ma mia figlia, che non deve sfilare provocando gridolini di sorpresa ma semplicemente andare a scuola, mi chiede di aiutarla. Come darle torto.

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