I cartoni della mia infanzia (classe 1978) erano tragici. Intensi. Audaci. Trasgressivi. E più di ogni altra cosa, GIAPPONESI. Anche se nessuno aveva gli occhi a mandorla, nè i tipici tratti asiatici, anzi. Occhioni languidi, enormi. Perché, se erano tutti giapponesi? Mistero che mi perseguita tutt’ora. Negli anni ottanta c’è stato un tripudio di personaggi iconici, trame che hanno fatto la storia, sigle che non ci siamo più levati dalla testa e che canticchiamo ancora oggi e no, non credo sia solo nostalgia. Le storie erano davvero appassionanti, ironiche, argute, e sapevano farci sognare. Iniziava Bim Bum Bam, panino salame e sottiletta in una mano, succo di frutta nell’altra, e via, tempo due minuti eravamo già trasportati in un mondo magico, dove c’erano un po’ troppi orfani e sofferenza, questo sì, ma con la magia si poteva risolvere quasi tutto e se avevi una passione sportiva, prima del finale di stagione una coppa del mondo te la portavi a casa. Per farvi sorridere (o commuovere), ho pensato così di rivangare assieme a voi i miei “anime” (che si chiamassero così l’ho scoperto solo da adulta) preferiti, divisi per tipologia. E per ciascuna categoria, il mio podio personale. Pronti per un tuffo nel passato?
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