In ordine sparso cerco di pescare emozioni nel groviglio di esaltazione e pensieri confusi, prima che evaporino. Pesco come le ochette, alla fiera, un po’ a casaccio, con la mia canna, tanto si vince sempre. Giro la prima, è lei, “VIVA”, la mia canzone preferita, quella che vorrei suonassero al mio funerale, quanti concerti in cui non l’hai cantata, mannaggia, forse perchè dedicata alla prima moglie, e magari alla seconda non va giù? Non so, io farei fatica a digerire che il mio uomo abbia potuto scrivere parole d’amore del genere per una che non sono io. O forse, se il mio uomo fosse Ligabue, in fin dei conti, andrebbe bene tutto. Visto che avrei accanto un semidio, come Maui, quello di Oceania.
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