LIGABUE E CAMPOVOLO: LA NOTTE DI CERTE NOTTI, LA NOTTE DI TUTTE LE NOTTI

In ordine sparso cerco di pescare emozioni nel groviglio di esaltazione e pensieri confusi, prima che evaporino. Pesco come le ochette, alla fiera, un po’ a casaccio, con la mia canna, tanto si vince sempre. Giro la prima, è lei, “VIVA”, la mia canzone preferita, quella che vorrei suonassero al mio funerale, quanti concerti in cui non l’hai cantata, mannaggia, forse perchè dedicata alla prima moglie, e magari alla seconda non va giù? Non so, io farei fatica a digerire che il mio uomo abbia potuto scrivere parole d’amore del genere per una che non sono io. O forse, se il mio uomo fosse Ligabue, in fin dei conti, andrebbe bene tutto. Visto che avrei accanto un semidio, come Maui, quello di Oceania. 

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Pubblichi un Libro, Realizzi un Sogno… ma Dopo? Che Succede?

Sei una scrittrice, adesso? E in ufficio? Basta? Ti licenzi? Quindi sei famosa? Come ci si sente? Eh… come ci si sente. Uno straccio, ma di quelli rimasti bagnati e stropicciati in fondo al secchio, che poi puzzano di cane bagnato. Non sempre, a volte va alla grande, ma certi giorni… va così. Sogni di pubblicare un romanzo, un libro vero, con una casa editrice, vera, pensando che quello sia il punto di arrivo, il culmine. Non lo sai, che invece è solo l’inizio. Di una vita di fatica, autopromozione, porte in faccia, delusioni. 

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Il Gusto di Gelato più Buono del Mondo è Reggiano e si Chiama Giovanna

Non è campanilismo, giuro. Ma se fermate un passante, a Reggio Emilia, per chiedergli quale sia il suo gusto di gelato preferito, la maggior parte vi risponderà la Giovanna. E i gelatai ve lo confermeranno. Un gusto tanto buono quanto semplice, dalla storia affascinante. Che fino a qualche anno fa, si trovava solo nella nostra città, ora, pian piano, sta comparendo anche altrove. 

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Il Mistero della Signora del Crostolo

Da qualche tempo nel reggiano aleggia un mistero con i fiocchi, che ha tutte le carte in regola per essere una fiaba, una poesia o, se avete una ragazzina in casa fissata, perfino un horror. C’è un angolo fiabesco, proprio in mezzo a una delle passeggiate più belle che i dintorni di Reggio Emilia possano offrire, dove d’un tratto, sulla sponda del fiume Crostolo, compaiono cartelli, frasi poetiche, ninnoli, disegni. 

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Come la Follia nell’Occhio di una Donnola: Dietro le Quinte

Ebbene si, dopo anni di duro lavoro, ho realizzato, anche grazie a voi, questo mio piccolo grande sogno: ho pubblicato un libro. Un libro, vero, un romanzo, c’è il mio nome sopra e da un mese continuo a guardarlo incredula. Un libro vero, ma dico, vi rendete conto? Una casa editrice con tutte le carte in regola, non a pagamento, non mi sono autopubblicata, ho fatto il percorso quello canonico, “alla vecchia maniera”, ma non era scontato comunque, affatto. 

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La Nostra Piccola Principessa e il Figlio della Schifosa

Dalle mie parti esiste un detto per definire il figlio “meno considerato”: il “figlio della schifosa”. Di norma è il secondogenito, in una coppia, ma se i figli sono tre, può essere quello di mezzo. Il figlio della schifosa, attenzione, è un appellativo che si usa per accusare la mamma, di norma, con frasi in negativo del tipo “ma poverino lui, il più piccino, ma dico, non è mica il figlio della schifosa eh!” Il senso è far pesare che questo povero bambino riceve meno attenzioni degli altri, ma non solo. 

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Non ci Siamo Accontentati e Abbiamo Vinto Noi. Ligabue, il mio Campovolo 2022

Gli aghi mi fanno orrore, non potrei concepire un tatuaggio nemmeno in anestesia locale. Se però mai inventeranno un modo per tatuarsi la pelle senza aghi, io la frase ce l’ho pronta, e da un bel po’ di anni, direi:

“chi si accontenta gode, così così”.

Per tanti motivi. Perché è il leitmotiv della mia vita, perché si punta in alto, sempre e comunque, perché guai a chi si fa bastare, a chi vive di briciole o di niente, e poi ovviamente perché la frase appartiene a un testo (e soprattutto a un cantante) che ha segnato un po’ tutta la mia vita.

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Gardaland: Lasciate ogni Centesimo Voi ch’entrate

Come promesso, una guida ad alto tasso di dolorosa realtà e necessaria polemica su Gardaland. Un manuale ironico ma tragico che potrà aiutarvi a sopravvivere alla folla, al caldo, agli isterismi di massa. Con un’avvertenza: se amate incondizionatamente questo genere di parchi, non caricatevi inutilmente di bile e passate oltre. Ci vediamo al prossimo post. 
Sedetevi e leggete con calma invece se, come me, in questi parchi ci andate principalmente perché ci dovete andare, perché avete degli amici che vi trascinano dentro o bambini, che (giustamente, ci mancherebbe) desiderano andarci, ma, fosse per voi, con ogni probabilità non ci mettereste piede. 

Ecco, questa guida, è per voi.

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