La Notte, Mai

Della notte, amo il silenzio.
La quiete.
La resa.

Quel muoversi un po’ di soppiatto,
quei gesti lenti, aggraziati.

Quel sentirsi sempre un po’ precari, in bilico, indefiniti. Sospesi.

Mi piace sapermi sveglia, quando tutti dormono.
Mi sento la custode dei loro sogni.
E dei miei. 

Mi piace vagare in un tempo fluido, morbido, destrutturato.
Un tempo senza tempo.

I confini, la notte, si assottigliano. Tutti quanti. 

La realtà, la notte, è sempre un po’ meno… reale.

L’impossibile, pare quasi plausibile.
I sogni trovano voce, anche quelli che di giorno non confesseremmo mai.
Il passato, i ricordi, il presente e il futuro si fondono tra loro.

Le anime libere, galoppano.
I cuori in subbuglio, pulsano.
Le certezze, vacillano.
Evaporano, mentre i pensieri rotolano liberi, in discesa, a perdifiato, senza più freno alcuno.

Siamo più autentici, la notte. 

Quando il giorno si chiude e si tira il sipario… le maschere si gettano, ed è tutto un po’ più vero. 

Della notte, io amo perfino il buio.
Il cielo che scompare, il nero che si inghiotte tutto nelle notti senza luna, le forme che si fanno indistinte, anche le più familiari.

Non ho mai avuto paura del buio, da che mi ricordo.
Sarà che su una tela vuota… ci puoi dipingere tutto ciò che ti pare. 

Qualsiasi cosa ti passi per la testa.

E’ la tela già pronta, semmai, che mi spaventa. 

I colori già definiti. 
Scelti da altri.
I margini da cui non si può uscire.
La strada già tracciata.

Questo si, che mi terrorizza: la notte, MAI.
[Rumino Ergo Sum]

Immagine tratta da https://pexels.com/
Autore dell’immagine: Rok Romih