Una Festa a Tema… Dinosauri!

Come promesso, vi racconto come ho organizzato una festa di compleanno per il mio neo quattrenne con soli quattro partecipanti (io, il papà, la sorella maggiore e il festeggiato), in piena quarantena, a tema DINOSAURI. [attenzione: alla fine del pezzo puoi scaricare le schede stampabili con l’elenco dei giochi descritti e tutte le immagini!]
Una premessa doverosa: io non sono un’esperta, non sono un’animatrice, sono solo una mamma ad alto tasso di ruminazioni, perciò non aspettatevi chissà quali giochi sofisticatati: si tratta per lo più di idee prese qua e là dal web o da altre feste, qualche spunto originale, e tantissimo spirito di adattamento!
Per mia enorme fortuna, dispongo di un pezzetto di giardino, stretto ma lungo, in cui è possibile correre; in ogni caso, tutti i giochi che vi andrò a descrivere, possono svolgersi anche all’interno, con qualche piccolo accorgimento.
Festeggiare solo in quattro può essere strano o addirittura triste, ma non per i bambini: i bambini hanno risorse incredibili, dovremmo imparare tutti da loro, se penso che mio figlio era addirittura eccitatissimo per la strana festa che gli sarebbe toccata in sorte, così diversa dalle normali feste di compleanno a cui è abituato a partecipare! Per lui si è trattato di una festa “speciale”, che ha atteso giorno dopo giorno con trepidazione e impazienza, vedendomi “armeggiare” di nascosto chiudendomi di qua e di là per non rovinargli il gusto della sorpresa…

Io ho preparato in tutto 8 giochi, di cui 4 pensati per essere realizzati all’aperto, nella prima parte della festa, e 4, più tranquilli, perfetti per l’interno. Questo anche per rispettare le richieste di mio figlio, che voleva a tutti i costi che la festa si svolgesse metà all’aperto e metà al chiuso, probabilmente anche per l’entusiasmo delle decorazioni che avevamo montato la sera prima, mentre lui già dormiva, e che aveva trovato al risveglio un po’ per tutta casa. Per fortuna avevo tenuto tutto il materiale delle feste precedenti, così non abbiamo dovuto comprare nulla di nuovo e ci siamo fatti bastare tutto quello che avevamo già in casa.
Ma veniamo a noi: ecco l’elenco dei giochi a tema dinosauri che potete riciclare se avete in casa, come me, qualche bambino particolarmente appassionato all’argomento… pronti?
Buon divertimento!

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Fiorellino dei Miracoli

Anche questa storia, proprio come le altre, è nata per puro caso. Con mia figlia, al rientro da una bella vacanza al mare: rientro difficile, come tutti i nostri rientri, per colpa mia e del mio maledetto attaccamento “morboso” per il mare. E’ più forte di me e ci casco ogni anno, ogni estate: dopo un soggiorno marittimo, ogni giorno attacco con il mio mantra… apro le finestre, guardo verso l’orizzonte e sospiro:
“Ah, ma perché dalle nostre finestre non si vede il mare, perché!”
Mia figlia poveretta questa cosa l’ha assorbita sotto pelle molto presto, così quell’anno, (aveva iniziato da poco a formare le prime frasi), ricordo che ogni tanto guardava fuori dalle finestre della casa dove vivevamo, in campagna, e attaccava “mamma, voglio il mare al posto della vigna! Mamma, io voglio vedere il mare e non i campi!”
E così, durante una delle nostre lunghe sessioni in bagno, lei sul water e io accanto, è nata la bozza di questa storia. In questa strana primavera, che ci vede ancora chiusi in casa, la condivido con voi, con l’ambiziosa speranza di strapparvi le stesse risate sognanti della mia bimba quando le dicevo “Amore mio, vai a cercare il Fiorellino dei Miracoli e chiedilo a lui!”

La cosa che Matilda desiderava di più al mondo era che al posto dei campi, davanti casa sua, ci fosse IL MARE. Un bel mare azzurro, limpido, con le onde, i gabbiani, le barche e tutto il resto. Peccato che Matilda abitasse in campagna e dalla sua finestra si vedevano vigne, vigne e ancora vigne… anche stringendo gli occhi per guardare più lontano possibile, del mare non c’era nemmeno l’ombra.

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Sirene

Mia figlia, come tante altre bambine, ha avuto la sua bella “fissa” per le sirene. Ricordo una vacanza al mare, un paio di anni fa, in cui non passava giorno senza che mi chiedesse, con fare supplicante, perché le sirene non si facessero vedere. Perché lei voleva a tutti costi vederne una! Alle sue insistenze, rispondevo sempre che ci guardavano da lontano, e che tutte le volte che si vedeva una schiuma bianca, sul mare, all’orizzonte, c’era una sirena che ci stava osservando… e lei era felice.
Una volta le raccontai invece di quando io e il papà salvammo una sirenetta… mi fece raccontare questa storia un’infinità di volte, poi, come spesso accade con i bambini, parve dimenticare. Ma una delle ultime sere che ci siamo visti con le nostre amatissime cuginette (i cugini, patrimonio dell’umanità!), prima del maledetto virus, prima della quarantena, l’ho sentita parlottare con loro: “sapete che la mia mamma dice sempre che una volta lei ha salvato una sirena?”
Questa… chiamiamola “favola per bambini cresciuti” è nata da quella frase.

Buona lettura!

“Sari, Angi, guardate, Laggiù!! Una schiumetta! E guarda là… un’altra! Sono LORO!! Ci stanno spiando!”
“Mati ma la vuoi smettere una buona volta con questa storia? Dai che ormai non sei più una mocciosa… ancora credi a queste favole?”
Matilda ci credeva, ci credeva eccome. Ma era rimasta l’unica ormai. Le sue cuginette, Angelica e Sara, più grandi di lei di una manciata di anni, la prendevano in giro (anzi a dire il vero a canzonarla di norma era solo Sara) ma lei non voleva cedere: forse era il suo modo di non lasciare andare l’ultimo brandello di infanzia, o forse… chissà.

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Margheritina Coraggiosa

Anche questa storia è nata sulla tazza del water, per mia figlia, ma è diventata solo dopo qualche anno un vero e proprio “cavallo di battaglia” di mio figlio, ora treenne, che chiede a tutti di raccontarla sempre, ovunque, continuamente, ed è sempre un siparietto molto divertente osservare come la gente resti perplessa “Mmmh.. fammi pensare… no, sai che questa storia io non la conosco? Va bene lo stesso Pinocchio? O Cappuccetto Rosso? – NOOOOO Voglio la margheritina! HAI CAPITOOOOO VOGLIO LA MARGHERITINA!!!!” E spiegateglielo voi, a mio figlio, che è una storia inventata dalla mamma, che non la possono conoscere gli altri… forse, piuttosto che convincere quel testone di mio figlio, è più semplice pubblicarla!

C’era una volta, tanto tempo fa, in una valle incantata, un prato, un prato fiorito meraviglioso, colorato, pieno zeppo di fiori di ogni foggia e colore.
In questo bellissimo prato viveva Margheritina, assieme alla sua mamma, Margheritona, il suo papà, Margheritone, e il suo fratellino, Margheritino.

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Piastrelle, Maniglie, Massaggi e… Semifreddi

Questo pezzo lo volevo scrivere da tanto. Perché nella mia testa di ruminatrice seriale si è conficcato un pensiero chissà quando, e da lì non si è mai smosso: una specie di “fissa”, un amore quasi “viscerale”, tutto mio, che mi caratterizza da sempre, per chi… LAVORA BENE.
Nel senso proprio dell’esercitare un mestiere, una professione. Che sia pure la più umile, la più semplice, la meno “ricercata”: sono letteralmente affascinata da chi svolge con precisione, passione e profusone di dettagli il proprio lavoro. Li vado proprio a “stanare”, che siano artigiani, impiegati, commessi, fattorini: li cerco, li inseguo, quando ho la fortuna di trovarli mi ci aggrappo e non li mollo più. Indipendentemente dall’importanza che il loro “lavorare bene” abbia o meno nella mia vita.
Se trovo un cameriere, ad esempio, che non si limita a servirmi, ma mi decanta con passione e dovizia di dettagli la storia di ogni singolo gusto di pizza, gli accostamenti tra gli ingredienti, la scelta delle farine… io farò di tutto per tornare sempre nella sua pizzeria. Anche se finirò col prendere sempre lo stesso inesorabile gusto di pizza. Fa niente. Intanto mi sono deliziata della sua passione, “nutrita” della sua voglia di metterci qualcosa in più, che di sparecchiare son capaci tutti.

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Pesciolino Blu

Questa storia è nata… sulla tazza del water. Le “prime volte” di mia figlia sul water sono state vere e proprie maratone di libri, storie, indovinelli, canzoncine… in bagno ci passavamo la vita, era un po’ un nostro rituale, un modo per stare insieme, da sole, a “raccontarcela”… ma mia figlia non era una che si accontentava nemmeno a tre anni, e dopo l’ennesimo libretto attaccava con «dai mamma una storia inventata, una storia inventata!»
Questa, delle nostre storie da WC, è stata di sicuro quella più amata, sia da lei che dal fratellino.
Spero tanto possa strappare un sorriso anche a voi!

C’era una volta, in fondo a un mare blu che più blu non si può, un pesciolino:
Pesciolino Blu.
Lo avevano chiamato così perché era il primo pesciolino nato proprio di quel colore: un blu meraviglioso, intenso, luccicante… peccato che fosse proprio lo stesso color blu del mare in cui vivevano.

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Il Gioco Dell’Oca… Come Non Lo Avete Mai Visto!

Giorni difficili, tantissimo tempo in casa, scuole chiuse, bambini da intrattenere… e così dopo le favole, ho deciso di condividere con voi un altro strumento che spero vi porti almeno un po’ di tempo allegro e spensierato: una versione tutta mia, personalissima e strambissima, del mitico GIOCO DELL’OCA!

Mi sono detta: in fondo è sempre piaciuto a tutte le amichette di mia figlia, i cugini poi lo hanno adorato… chissà che non possa far passare qualche ora divertente anche ad altri bambini!
Questo gioco è nato tantissimi anni fa: mia sorella, molto più piccola di me, voleva giocare continuamente al classico gioco dell’oca, che io ho reputato sempre troppo noioso… così una sera mi sono messa d’impegno, e ho creato una serie di sfide “alternative” per movimentare un po’ le cose!
Da allora, per anni, nella nostra famiglia questo gioco reinventato dalla sottoscritta è stato amato da tutti: mia sorella in primis (ci abbiamo giocato insieme allo sfinimento), poi i cuginetti, i nipoti, e ora i nostri figli!
Perciò… siete pronti a giocarci voi adesso? 

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I Diari Scolastici degli Anni Novanta – Parte Terza

Eccoci al terzo e ultimo pezzo dedicato ai diari degli anni Novanta. Se vi siete persi i primi due, potete trovarli qua:

I DIARI SCOLASTICI DEGLI ANNI NOVANTA – PARTE PRIMA

I DIARI SCOLASTICI DEGLI ANNI NOVANTA – PARTE SECONDA

Una delle cose più interessanti che ho notato, in questa lunga e divertente “immersione” negli anni Novanta, è che i nostri diari scolastici non erano personali, non erano “territorio privato”, nonostante ci riversassimo dentro pensieri ed emozioni personalissime, intime, che a leggere oggi certe cose sembrano quasi più diari segreti che diari scolastici…  i diari erano qualcosa da vivere e condividere, il più possibile.
Chiunque avesse tra le mani la nostra Smemoranda si sentiva nel sacrosanto diritto di dire la sua su qualsiasi argomento, ritaglio, dedica, e si creavano dei botta e risposta (anche tra amiche che nemmeno si conoscevano tra loro) che ricordano moltissimo i social di oggi…
Chissà, forse i precursori delle chat di gruppo di Whatsapp sono state proprio le pagine dei nostri diari!

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La Principessina e il Drago

Ho sempre raccontato storie inventate ai miei figli. Mia figlia in particolare me le ha sempre chieste, quelle lette sui libri sembravano non bastare mai, e ci siamo divertite spesso a inventare storie strambe sul fratellino, sul papà, sulle principesse… la maggior parte delle volte (e arriveranno anche quelle… prima o poi le scriverò, promesso!) protagonisti assoluti delle nostre favole sono state le puzzette, o la cacca, o il papà che combinava qualcosa di strambo.
Questa favola invece è nata per puro caso, in un caldissimo pomeriggio d’estate, al mare, sotto un ombrellone, nella vana speranza di schiacciare un pisolino… è nata intorno alle principesse, tanto amate da mia figlia a quell’epoca, e intorno a una cosa da mangiare tipica delle nostre parti che ha sempre adorato, introvabile nella località turistica in cui ci trovavamo… e mia figlia non riusciva a capire perché visto che da noi si trova ovunque! Di cosa si tratta non posso dirvelo, dovete indovinarlo da soli…
La favola è talmente piaciuta che decisi di provare a scriverla e regalarla agli amichetti al secondo compleanno di mia figlia, stampata a libretto con la pagina a sinistra scritta con il testo della storia e quella di destra bianca, da poter completare con i disegni preferiti… Se avete figli/nipoti/cugini/figli di amici/vicini di casa ecc. e vi piace l’idea… fatelo anche voi! Usate la mia storia, o usate le vostre!
Ma soprattutto: l’avete capito cosa ha cucinato la principessina???

C’era una volta,
tanto tempo fa, in un lontano regno incantato, una bellissima principessina, che viveva felice in un castello… un castello MAGICO.

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