Spesso mi sento chiedere: “ma com’è che sei diventata così?”
“Così come, scusa?”
E qua, le risposte cambiano leggermente, a seconda dell’interlocutore, del periodo storico, del contesto. Anche se il succo è più o meno sempre quello: matta, stravagante, fuori di testa, un po’ troppo egocentrica e autoreferenziale, piena zeppa di stramberie e con la testa perennemente tra le nuvole.
Vi ricordate i pezzi sui miei diari scolastici, in cui ho ripercorso con voi i miei anni novanta, e poi quello sui quaderni, in cui abbiamo ricordato gli anni ottanta?
Ecco, questo pezzo è il giusto prosieguo.
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