Una Festa a Tema… MACCHININE

Come promesso eccomi finalmente a raccontarvi la festa di compleanno per i cinque anni di mio figlio, con il preciso scopo di darvi utili spunti e suggerimenti per giochi ricreabili a casa vostra, senza troppa fatica, e soprattutto… anche senza troppi ospiti! 

Eh già, perché mio figlio è nato in aprile e anche quest’anno, la festa, ce la siamo fatta tutti soli soletti, in famiglia. L’anno scorso, il tema era quello dei dinosauri (se vi siete persi il pezzo con tutti i giochi, lo trovate qua: “Una festa a tema… Dinosauri”) mentre quest’anno mio figlio ha scelto UNA FESTA A TEMA… MACCHININE! 

Anche in questo caso, alla fine del pezzo vi lascio una scheda stampabile con l’elenco sintetico di tutte le attività. 

La premessa è sempre la stessa: non sono un’animatrice, non sono una “professionista”, ma mi è sempre piaciuto inventare giochi e mi piace l’idea di condividerli con voi; chissà che non possano divertirsi anche i vostri figli come si divertono i miei!
Siete pronti? 

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Tutta la Vita che c’è

Una raccolta dei post apparsi sulla mia pagina Facebook su un tema a me molto caro: qual è il vero significato della vita? Quali sono i “trucchi” per vivere meglio? 

Ovviamente, non aspettatevi un trattato filosofico eh.. ma solo tanta, tantissima ironia e a tratti, in pizzico di malinconia, che in fin dei conti… non guasta. Buona lettura!

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Lo Spirito con cui mi Alzo la Mattina

Perché non posso alzarmi la mattina con lo stesso spirito con cui mi siedo davanti a un fritto di pesce?
Lo stesso buon umore?
La stessa fiducia?

Perché la mattina non posso aprire gli occhi e guardare alla giornata che mi attende come guardo un piatto di frittura? 

Ah giusto, perchè i miei risvegli non contemplano gamberi già puliti e piatti pronti, ma virtuosi equilibrismi, giochi di incastri al limite del possibile, gimkane in apnea e corse contro il tempo. 

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La Stanchezza delle Mamme

Certe sere sono così stanca che mi fingerei morta solo per passare qualche minuto stesa a terra con gli occhi chiusi. 
Così infinitamente stanca da non riuscire nemmeno più ad argomentare. 
Si implora. 
Si supplica. 
Poi si interviene di prepotenza. 
Con le ultime briciole di energia residua. 
Perché deve esserci una fine alle giornate, che non coincida necessariamente con lo svenimento, con un “cadere come corpo morto cade”. 
Deve esserci uno spazio, almeno la sera, per la vita adulta, privata, “de-figliata”. 
Non si può arrivare così stanchi da crollare prima dei bambini, non si può!

I miei figli, non hanno mai dormito più tanto. Soprattutto il secondo. Anche perché se la prima figlia avesse dormito poco quanto il secondo… probabilmente il secondo non sarebbe mai arrivato. Non perché non lo volessimo, ma per oggettive impossibilità di concepimento.
Ad ogni modo, la precisione con cui entrambi si svegliano alle sette la domenica mattina sarebbe quasi divertente…
…se fossero i figli di un’altra. 

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Quando sono Sola, in Realtà… Io Sono con Chiunque

A volte mi sveglio di soprassalto nel cuore della notte, con la sensazione di non aver sentito la sveglia. Poi guardo l’ora, e non appena mi rendo conto che ho ancora un sacco di tempo per dormire, mi sento più felice di un bambino la notte di Natale.
E di norma, mi riaddormento all’istante, con il sorriso (o almeno credo) stampato in volto. 

E’ sempre stato difficile per me alzarmi, la mattina. Il suono della sveglia è perennemente seguito da un ti prego, fammi dormire un altro pochino, ti prego, ho troppa sonno. A prescindere dall’orario in cui mi sono addormentata la sera prima. 
A volte però mi capita di svegliarmi da sola, inaspettatamente un poco prima della sveglia, e… non avere più sonno. 

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Quello che le Donne non Dicono. Ma che gli Uomini, Meritano di Sapere. La Guida DEFINITIVA.

Cari uomini, mi rivolgo a voi raramente e vi prendo in giro con affetto, ma la verità è che io… VI AMO.
Vi amo sul serio.
Mi rende orgogliosa trovare nomi maschili tra i miei followers, mi fa sentire grata verso l’umanità, verso l’universo intero: perché l’essere maschile è di gran lunga il mistero insondabile e più interessante che ci resta da scoprire.
Altro che noi donne, fintamente complesse ma in realtà elementari: basta darci ragione.
Anche perché, tanto, ce l’abbiamo (quasi) sempre. 
Il vero buco nero siete voi, miei amati maschi: e io, nonostante le 43 primavere alle spalle, continuo a non capirvi, pur subendo irrimediabilmente il vostro fascino. 
Un fascino rozzo, a tratti primitivo, primordiale, ma senza il quale, non riuscirei a stare. 
E questo pezzo, è il mio omaggio a voi. 

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