O Avevi il Barbour, O Non Eri Nessuno

C’è stato un momento ben preciso, nella mia adolescenza, in cui o avevi il BARBOUR, o non eri nessuno. 
Io avevo quindici anni… e NON ERO NESSUNO.

Correva l’anno 1992.
L’ultima estate prima di varcare il magico mondo delle tanto agognate scuole superiori. Quelle che mi avrebbero portato per la prima volta fuori dal mio minuscolo paesello di campagna.
A settembre ci ero arrivata piena di entusiasmo e armata fino ai denti: zaino che non poteva che essere Invicta, diario che non poteva che essere Smemoranda, testo di “Estate 1992” di Jovanotti trascritto rigorosamente a memoria, ciuffo con frangione dritto piastrato e la mia prima leonina permanente su tutto il resto. 
Pronta per la città.
Perfetta, per la città.
E invece no.

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Il Quizzone Ruminante – un Gioco per Tutta la Famiglia

Come promesso, eccomi qua: ci tengo a condividere con voi un gioco tanto semplice quanto divertente, che mi sono inventata l’anno scorso per creare una “tradizione” natalizia e per trascorrere allegramente il pomeriggio del 25 dicembre, nonostante l’impossibilità (causa virus) di andare dai cugini, come eravamo soliti fare. Volevo qualcosa di personalizzato (di giochi di società “classici” ne abbiamo pure troppi), qualcosa che coinvolgesse i bambini in maniera “speciale”… ed ecco l’idea del QUIZZONE. Un vero e proprio quiz, ma con domande solo ed esclusivamente mirate sulla nostra famiglia: non potete immaginare quante cose si scoprono, e quanto si divertono i bambini (e non solo)!

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Infiniti Modi per Essere Infelici, uno Solo per Essere Felici

“Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è invece infelice a modo suo”, scriveva il grande Tolstoj. E a questo incipit tra i più riusciti (e famosi) di sempre rendo omaggio, quest’anno, con i miei auguri natalizi. Forse un po’ banali, scontati, chissà, ma è l’unica cosa che mi sento di augurarvi davvero, con tutto il cuore: LA FELICITA’. Ma non intesa come concetto astratto e generico, no: la felicità intesa come la concepisco io, e come (credo) dovrebbero intenderla tutti: la felicità di trovare il proprio senso di essere, il proprio posto nel mondo, e lì, e solo lì… sbocciare.

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Il Rasoio di Occam come Stile di Vita

Bisogna stare attenti, nel farsi certe domande. Che va bene essere curiosi, va bene meravigliarsi, va bene perseguire sempre e comunque il bello e il giusto, ma a volte… si prendono cantonate importanti. Persi nei nostri complicati ragionamenti, schiavi di quella spiegazione logica che dobbiamo trovare per forza, per tutto e tutti… capita pure che ci si perda nel più classico dei bicchier d’acqua. 

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Crescere nella Pallavolo: la Squadra, lo Spogliatoio, una Vita Intera… la Mia

Come faccio a fartelo capire. Come posso “passarti”, farti sentire, farti almeno immaginare tutto questo.
Sei curiosa, me lo chiedi ogni volta che ti porto in palestra, e poi ci sono le vecchie foto che saltano sempre fuori. E la vedi, la mamma, che quando ha le sue rimpatriate, resta su di giri per giorni. Anche dopo tutti questi anni.
E sai perché? 
Perché questo sport, in cui tu stai muovendo i primi passi, non è solo uno sport. 
E’ qualcosa d’altro. Una roba che se si infila sotto la pelle, se fa tanto di prenderti… via, finita.
Sei segnata, a vita. 

Io non lo so se accade in tutti gli sport. Questo, non chiederlo a me.
Perché nella mia, di vita, c’è stato spazio solo per uno sport, uno e basta, che mi ha preso per mano alla tua età e non mi ha lasciato mai più: quello che tu hai scelto quest’anno. 
LA PALLAVOLO.

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Genesi di una Ruminatrice Seriale

Spesso mi sento chiedere: “ma com’è che sei diventata così?”

“Così come, scusa?”

E qua, le risposte cambiano leggermente, a seconda dell’interlocutore, del periodo storico, del contesto. Anche se il succo è più o meno sempre quello: matta, stravagante, fuori di testa, un po’ troppo egocentrica e autoreferenziale, piena zeppa di stramberie e con la testa perennemente tra le nuvole. 
Vi ricordate i pezzi sui miei diari scolastici, in cui ho ripercorso con voi i miei anni novanta, e poi quello sui quaderni, in cui abbiamo ricordato gli anni ottanta? 

Ecco, questo pezzo è il giusto prosieguo. 

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