Io provo, per chi ama cucinare piatti complessi, la stessa devota ammirazione che mi suscita chi costruisce sculture di sabbia. O di ghiaccio. Ore e ore di lavoro certosino per opere maestose, multilivello, multistrato, con mille passaggi uno più astruso dell’altro… per un risultato che verrà spazzato via nel giro di poche ore. Se ci sono io (ed è qualcosa di dolce), anche pochi minuti.
Cosa spinge una persona a prodigarsi per un pomeriggio intero in operazioni una più complicata dell’altra, solo per realizzare una torta, una piccolissima torta che una volta sfornata, non arriverà nemmeno al giorno successivo?
Non lo so, non l’ho mai capito, ma benedico il cielo che esistano persone del genere.
E per uno strano gioco del fato, che a volte ti maledice altre volte ti premia, stavolta la sorte ha sfiorato la nostra casa, e durante il lockdown la passione della cucina ha colpito niente meno che il mio compagno.
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