Il Cambio… degli Armadi

Per me, l’autunno, è come il sugo d’uva: intenso, avvolgente e malinconico. 
Intenso, perché si ripiomba tutti insieme, di colpo o quasi, nel faticoso vortice del ménage quotidiano, dopo i tanto agognati stop estivi.
Avvolgente, perché l’autunno è il plaid che rispunta tra i brontolii del mio compagno (ma come, di già?!), è la tazza fumante di tisana, è la vasca da bagno che torna a coccolarti, la sera, dopo mesi di rinfrescanti docce tiepide.
Malinconico, perché l’autunno ha lo stesso sapore del sugo: quel dolce al palato che dopo tutto, però, lascia un retrogusto asprigno, come di memorie perdute, di nonni che non ci sono più, di giornate che si accorciano inesorabilmente, di mattine improvvisamente gelide e di vacanze che… sembra già passato un secolo. 
Possibile che solo un mese fa, fossimo al mare? Solo un mese? 
Perché ogni anno quando arriva ottobre le vacanze mi sembrano già appartenere a una vita precedente?!? Mah. 
Sarà questo freddo, così improvviso e brusco, che rende la calura dei giorni scorsi un ricordo sbiadito. Solo ieri indossavo sandali e smanicati, oggi sono quasi pronta ad arrendermi alla piaga più opprimente della stagione autunnale: no, non sono le cimici, e nemmeno i capelli che cadono a ciocche… 
la mia croce autunnale è IL CAMBIO DEGLI ARMADI. 

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Sono una Brutta Persona. Bruttissima!

Sono una brutta persona.
Monte Baranci, San Candido, Val Pusteria. C’è questo parco in quota per famiglie, si arriva con la seggiovia. Ci sono deliziose casette degli gnomi, un bellissimo percorso alla ricerca del “gigante”(personaggio “mascotte” della zona), la discesa sui gommoni… un vero paradiso per i bambini.
MA:
1. Il mio piccolo si schiaccia un dito nella porta della prima casetta degli gnomi in cui mette piede, e non ci vuole più entrare neanche per sbaglio.
2. La grande (dopo aver glissato con fare alquanto sospetto sulla dinamica del dito del fratello), pianta una polemica assurda perché di questo fantomatico “gigante” lungo il percorso si trovano solo oggetti (appunto) giganti, come occhiali e martello, ma del gigante in carne e ossa non c’è traccia.
3. Il padre di entrambi si lamenta ininterrottamente del caldo.
4. Tutti si lamentano ininterrottamente della salita (che siamo IN MONTAGNA, ci sono delle SALITE, ma GUARDA UN PO’, chi l’avrebbe mai detto!)  
5. La discesa con i gommoni (a pagamento) si rivela una ciofeca, il gommone va talmente piano che si ferma quasi e mi tocca spingerlo a mano verso la fine.

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Agosto è il Mese più Freddo dell’Anno

Appartengo a quella fastidiosa categoria di persone che ha sempre freddo.
Fastidiosa, perché sentiamo il bisogno di esternare il nostro lamento in continuazione, con quel senso di ingiustizia che ci pervade quando stanno tutti bene, tutti respirano, tutti si godono il fresco dalla calura…
…tutti tranne noi.
Che abbiamo freddo.
Che la calura la invochiamo, per poterci finalmente liberare dai nostri mille orpelli: e la sciarpina, e la canottiera, e il maglioncino, e la giacchetta sulle spalle.
Una schiavitù.
Io bramo i famosi quaranta gradi all’ombra per uscire finalmente libera, leggera come un piuma, un vestitino svolazzante e via.
Sempre che si resti all’aperto, perché, come sanno bene i freddolosi come me, se si va al chiuso, con i famosi quaranta gradi all’ombra, è LA FINE.
Se ti va male, il condizionatore sarà al massimo, e le tue budella inizieranno a contorcersi non appena varcata la soglia. Soprattutto quelle intestinali. 

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Meritavo Meno Fame

A casa mia c’è questo detto: sai com’è buono il cicorino? 
È nato in un mercato ortofrutticolo, mentre una solerte commerciante mi decantava le proprietà di ogni prodotto esposto. Io non amo cucinare, purtroppo, e il mio rapporto con il cibo è un po’ tutto un “vorrei ma non riesco”: vorrei mangiare meno, ma ho sempre fame, vorrei mangiare più sano, ma il maiale mi frega sempre. 
Però lo sforzo c’è: riempio costantemente la casa di frutta e verdura, si tentano serate vegane, si osano ricette crudiste, si prova a ridurre i latticini, alle schifezze non c’è mai libero accesso ma ponderato razionamento. 
Non è facile perché condivido i pasti con un uomo che pesa forse 50 kg bagnato, che ho una fame una fame poi una porzione scarsa, un pezzetto di dolce e si sente già pieno da scoppiare… mentre io mangio il mio, finisco il suo, quello dei bimbi, quello di ieri che sennò va buttato e dammi quell’avanzo di gelato dai su che tiene troppo posto in freezer

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Prenotare le Vacanze

Con immenso ritardo, è iniziato ufficialmente QUEL periodo.
Nonostante la pandemia, nonostante l’anno assurdo, nonostante i mille dubbi, nonostante tutto.
Lo devo ai bambini, che sono rimasti chiusi in casa da febbraio, poveracci…
lo faccio soprattutto per loro.

E allora, eccomi qua, forza e coraggio, un caffè e si ricomincia.
Che se la notte porta consiglio, a me spero porti uno straccio di vacanza decente, nonostante l’ansia (mia) da covid e post covid, l’ansia da compagno pigro che vorrebbe il resort figo, l’ansia da conto in banca che vorrebbe la topaia, l’ansia da figli post lock down che vorrebbero stare via tre mesi, l’ansia da budget che ci vorrebbe tutti a casa dopo tre giorni.
Senza dimenticare quella costante voglia di spaccare tutto che sale dal profondo del cuore, all’ennesimo preventivo incomprensibile, all’ennesima offerta dove non si capisce nulla, all’ennesimo e questo cosa vorrà dire, boh.
Ma in fondo… perdere le notti e la vista su Booking e similari è piacevole, su!
Per qualcuno almeno lo è di certo. 
Per me, è più o meno gradevole quanto… ecco, vi faccio un esempio.
Per capirci. 
Avete mai pestato una cacca di cane con degli scarponcini?

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Gli Anni Ottanta… Tra i Banchi di Scuola!

Ebbene si, con la saga dei diari scolastici e gli anni Novanta, ci ho decisamente preso gusto. Lo ammetto. Una lunga convalescenza mi ha costretta in casa, e ne ho approfittato per rituffarmi nel passato sfogliando le mie vecchie Smemorande dei tempi delle medie e delle superiori, appassionandomi a tal punto che, esauriti i diari, mi sono andata a riprendere dai miei genitori pure tutti i vecchi quaderni delle elementari, che mia mamma saggiamente aveva conservato.
E così, dopo gli anni Novanta, sono ripiombata in pieno nei mitici, meravigliosi, indimenticabili anni Ottanta! Ho riletto temi che non ricordavo, mi sono ritrovata a ridere da sola di cose che mi sembra pazzesco avere anche solo pensato, figuriamoci scritto…
Se avete anche voi il “privilegio” di aver conservato i vostri vecchi quaderni, prendetevi del tempo per rileggerli, almeno quelli di italiano: vi assicuro che ne varrà la pena! Intanto, se ne avete voglia, ecco i miei: se con i diari abbiamo fatto un bel tuffo negli anni Novanta (se non avete letto i post, li trovate qua, in questa stessa sezione “Amarcord”), con i quaderni state pronti a ripiombare di colpo nei mitici ANNI OTTANTA!

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Punti di Vista

Premessa: partorire non è un gioco da ragazzi. Non ci piove.
Ma anche i nove mesi precedenti non sono una passeggiata. Anzi…
Io di figli ne ho avuti due, a distanza di circa tre anni, entrambe le gravidanze piene zeppe di intoppi di ogni genere.  La prima gravidanza però… irraggiungibile. Nove mesi di tormento, di intoppi, di problemi piccoli e meno piccoli… nove mesi in cui nulla si è incanalato per il verso giusto.
Lei compresa!
Così  ho provato ad immaginare il SUO punto di vista sulla faccenda.
E questo é quello che ne è venuto fuori…

«Amici, io vi saluto, è arrivato il mio turno, tra qualche ora… tocca a me!

Nooooo dai! Ma sono già passati nove mesi???

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